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Imago Dalmatiae. Itinerari di viaggio dal Medioevo al Novecento

Meleda

"Separata a N dalla penisola di Sabbioncello per mezzo del canale di Méleda, avente a S le acquelibere dell'Adriático, l'Isola di Méleda è lunga 38 km. con un'area di 98.7 kmq. Termina a E e a O con punte sottili e assai frastagliate ed è percorsa da una catena montuosa che culmina nel M. Castel Grande m. 514 e nel M. Castelletto m. 488, circa a metà dell'isola. Méleda è di natura vulcanica e in qualche punto di essa si trovano emanazioni solforose. Sono anche note le così dette «detonazioni di Méleda», boati che da alcuni si credono determinati da fatti sismici e da altri sono messi in rapporto con grotte. L'isola è povera d'acqua; nella parte O è coperta di conifere; nel resto è brulla o a macchia. Ha una fauna interess., nella quale è la Vipera ammodytes, identificata col velenosiss. serpente che morse S. Paolo. […].

All'estremità NO dell'isola la costa internandosi tra la punta Goli e la punta Croce forma, insieme con alcuni isolotti, il porto Palma, il Porto Primo e il Porto Palazzo. Nella insenatura SO dell'ultimo, presso un gruppo di case, ov'è la banchina, sono rovine attribuite a una villa romana, dalla quale il porto ha il nome Palazzo, ma che invece sono probabilm. avanzi del pal. dei patrizi Cattarini, Baroncelli e Bucchia, che ebbero in contea l'isola. […]. Procedendo lungo la costa N dell'isola, s'incontrano la valle Rogaz, la valle Cosarizza con una diga, la costa scoscesa e boscosa, la punta Deserta con un fanale, il Porto Mezzo Méleda, che è il porto commerciale dell'isola. — Nel suo lato S, piccola banchina e magazzini. Di qui, per sent. che valica il passo tra M. Castelletto a O e M. del Lago a E, si va in 1 ora a BabinoPian di Babino, ab. 800, il centro principale dell'isola. — Proseguendo verso E, si trovano porto Chiaveporto Cámeraporto Cima di Méleda e si arriva alla punta Grongo, estremità E dell'isola. Di qui, seguendo la costa S, s'incontrano il porto Sabbionara, il porto Priechi con di fronte molti isolotti, valle Obotti che è il porto di Babino, valle S. Michelevalle Grabova e finalm., verso l'estremità O, porto Ingannatore, ampia baia comunicante, per mezzo del passo delle Saline (traversato da un ponte), col Lago Grande, che è una laguna salmastra ricca di pesce, ove era fin dal 1541 il pal. di villeggiatura dei vescovi di Ragusa, distrutto dal terremoto nel 1850" (pp. 207-208).